Salvo Cilauro

Benvenuti nel nuovo sito web!

Benvenuti
Ho voluto le pagine di questo sito per dare uno spazio di visibilità al nostro lavoro, rivolto sia
a chi ci conosce e si affida già a noi sia a chi sta ancora cercando un dentista per la cura
della propria bocca.
Conoscersi è il primo atto necessario per intraprendere qualunque tipo di cura. Solo
conoscendosi si può imparare a fidarsi reciprocamente e la fiducia è essenziale per la buona
riuscita delle cure.
Purtroppo spesso ci si affida a qualcuno senza saper bene chi è, solo per sentito dire o per
l’esperienza di altre persone a noi vicine ma che non possono mai dirci proprio tutto perché
ognuno ha una storia e un sentire diverso dall’altro. Affidarsi così, un po’ al buio, potrebbe
generare aspettative destinate a volte a essere disattese.
In questo spazio presento il nostro modo di intendere la salute della bocca e il ns modo di di
lavorare.
Ogni professionista ha il suo “stile” e il suo modo di gestire il Curare. Non siamo tutti uguali.
Questa è la nostra maniera. Abbiamo provato qui a raccontarvelo un po’, con la massima
trasparenza, partendo dalle idee di fondo, dal cuore, dalla pancia… Speriamo di esserci
riusciti.
Questo spazio nasce proprio per contribuire a risolvere questa necessità: poterci presentare
ed eventualmente essere scelti non per caso ma per affinità, perché sapete già chi siamo,
come la pensiamo e da che parte stiamo, conoscete il nostro punto di vista sul curare e il
nostro modo di lavorare.
Buona lettura .
Articolo

L’intervenire deve essere minimo, il più leggero possibile.

L’intervenire deve essere minimo, il più leggero possibile…
Sfiorare e ascoltare, avvicinarsi, chiedere permesso e ascoltare, chiedere il consenso prima
di fare…
La bocca, piccolo microcosmo dentro il microcosmo uomo, è in continuo divenire, cambia
con noi, si adatta alla nostra età, ai ns stati d’animo, al ns personalissimo modo di
attraversare la vita.
Chi sono io, curante, per permettermi di stravolgere in poche mosse equilibri conquistati nel
corso di anni, storie narrate da modi di essere, di divenire…?
Eppure troppo spesso, a fin di bene, ci sentiamo autorizzati a demolire, spostare,
modificare… giustificati da ideali di forma e di salute non sempre verificabili e buoni per tutti.
È’ la domanda che mi ritorna sempre dentro. Quando e come è giusto intervenire, fare, e in
che misura?
La risposta che mi do viene dall’osservazione della natura. C’è equilibrio in quello che sta
avvenendo? Come sta chi mi è davanti? C’è o ci potrebbe essere dolore, sofferenza,
mancanza di libertà di movimento cioè minore possibilità di esprimere la ns vitalità in questo
momento? Questo può giustificare il mio intervenire, a patto sempre di essere sempre il più
leggero possibile e di osservare gli effetti delle cose fatte.

Come cresce e si sviluppa la bocca (e il viso) di un bambino.

Lo sviluppo cranio facciale dopo la nascita, cosi’ come tutto lo sviluppo corporeo di un
individuo, e’ uno spettacolo meraviglioso di giochi e armonie tra tutte le parti che lo
costituiscono…
Mentre alla nascita il neurocranio ha volumi proporzionalmente predominanti sul cranio
facciale e sull’intero organismo, col passare dei mesi e degli anni la faccia si sviluppa,
aumenta di dimensioni e “aggiusta” sempre di piu’ la sua forma fino a farci diventare quelli
che saremo poi da adulti.
La forma del viso nel suo insieme e’ cio’ che piu’ ci caratterizza, ci identifica e ci distingue
dagli altri umani. Ognuno di noi e’ proprio e solo “se stesso” agli occhi degli altri prima di
tutto grazie al viso che ha.
Ma perche’ ogni individuo ha un viso cosi’ tanto caratterizzante? cos’e’ che ne determina
forma, contorni e caratteristiche tanto uniche?
Noi non siamo soltanto figli dei nostri genitori, eredi di una mescolanza di patrimoni genetici
di mamma e papa’ e poi dietro di loro dei nonni e di tutti i nostri avi piu’ lontani.
Le nostre caratteristiche somatiche sono solo in parte determinate dal nostro patrimonio
genetico, molte “forme” e “dimensioni” sono dovute a influenze funzionali, ambientali, psichiche, probabilmente anche – pure se non ci e’ dato ancora di misurarle
“scientificamente”- energetiche e spirituali.
Cio’ che di certo e’ dimostrato e’ che il nostro modo di “usare” l’ambiente che ci circonda e
gli stimoli che da questo ci arrivano hanno un fortissimo impatto sul nostro sviluppo fisico e
psichico.
Per quanto riguarda la faccia lo sviluppo dei grandi sistemi recettoriali in essa contenuti, in
primo luogo gli occhi che “imprimono” l’ambiente che ci circonda, il naso, punto di partenza
dell’apparato respiratorio e la bocca porta d’ingresso del nostro apparato digerente, sono
direttamente connessi con la forma finale che il viso assumera’ da adulti.
Un individuo che per piu’ ragioni non riesce a respirare bene o a masticare bene subira’
senz’altro delle ripercussioni sulla forma finale del suo volto.
Un bambino che non vede bene tendera’ ad assumere un atteggiamento posturale del capo
tale da influenzarne le parti che compongono la faccia, in primo luogo la mandibola che se
stirata o compressa da una parte piu’ che dall’altra puo’ sviluppare delle asimmetrie di forma
o di posizione tali da alterare la forma del terzo inferiore del viso.
L’ambiente puo’ modulare lo sviluppo della nostra forma potenziale. Un bambino che non
respira bene tendera’ ad avere dei diametri del palato – tetto della bocca ma anche
pavimento del naso – molto ristretti. Bisogna valutare la tendenza di crescita di un individuo, attraverso un’ attenta analisi
fisiognomica, in modo da intercettare eventuali deragliamenti da una norma “ideale”
(secondo i parametri funzionali) per correggerli li’ dove possibile nelle maniere piu’ rispettose
della biotipologia individuale.
Intercettare preventivamente queste “tendenze” significa lavorare con dolcezza su una forma
del viso e dell’organismo senza traumi, assecondandone la fisiologia, cosi’ da evitare i
trattamenti tardivi puramente meccanici e quasi sempre non rispettosi della biotipologia
individuale.
Intercettare preventivamente significa ad esempio NON aspettare che il bambino abbia
cambiato tutti i denti. Studiare, intercettare, lavorare con dolcezza, si puo’, si dovrebbe a
partire dai 3 anni. Ancor piu’ che a quell’eta’ si prende confidenza e fiducia con la figura del
dentista, che puo’ essere amico del bambino, amico della sua crescita sana.

Post di una notte di mezza estate.

Pioggia d’estate, odori di terra bagnata, buono. Respiro. La percezione delle cose passa attraverso il mio corpo fisico, come attraverso un’antenna. Non ho bisogno di rendermene sempre conto ma quando lo faccio sento tutte le parti del mio corpo in relazione tra loro, fluida, dinamica, in costante movimento e cambiamento.
Respiro. Il movimento del diaframma sposta tutto quello che sta sopra e sotto, dalla testa ai piedi, rimettendomi in linea se solo glielo consento. La testa si muove verso l’alto liberandosi dal vincolo delle spalle, la pelvi e sotto di lei le gambe e i piedi trovano un migliore radicamento sulla terra. La forza di gravità non mi risulta ostile: è il mio partner in questa danza perenne con il mondo fisico. Se so giocare con lei i miei movimenti risultano leggeri e la mia presenza sulla terra ha lo stesso peso di quella di un uccellino.
E i denti? Se chiudo gli occhi e concentro la mia attenzione posso sentire ogni minimo contatto tra loro, ogni piccolo sfioramento. Respiro, cambio leggermente la posizione della testa e deglutisco. I contatti cambiano di volta in volta a ogni cambio di posizione. Mi basta spostare di poco gli occhi per avvertire un cambio del tono dei muscoli del viso e di conseguenza della ripartizione del “peso” dei denti dentro la bocca.
Ogni giorno ripetiamo in maniera automatica schemi di movimento appresi chissà quanto tempo prima, influenzati dalle nostre esperienze fisiche ed emotive, dal ns carattere, dal ns personalissimo modo di stare al mondo. Queste abitudini posturali e comportamentali, spesso difficili da modificare, contribuiscono a definirci, a mostrare il nostro IO (, a definire il
funzionamento o malfunzionamento di tutto il nostro ESSERE). Non ci conosciamo perché non ci fermiamo mai a osservarci. Ognuno di noi si mostra secondo il suo modo di funzionare. Ci muoviamo, ci atteggiamo, facciamo le cose o esprimiamo col fisico le ns emozioni e il movimento e l’uso che facciamo del ns corpo contribuiscono a modellarci. La bocca all’interno del viso è forse la struttura più facilmente plasmabile dall’uso che ne facciamo. Come un bilanciere i denti si possono riassestare continuamente come risposta ai cambi di forze in gioco. Se siamo in equilibrio, fisico e emozionale, i denti rimangono in
equilibrio. Lentamente, nel corso della vita, si usureranno cambiando forma e
accompagnando tutti i nostri cambiamenti. Se perdiamo l’equilibrio, i denti possono spostarsi e in una certa misura lo fanno per “puntellarci”, affinché il peso della testa non gravi troppo sul collo.
Respiro. L’aria che entra ed esce mi aiuta a riprendere contatto con me stesso. Attraverso tutto il corpo riesco a sperimentare, consapevolmente, cosa vuol dire vivere. Ringrazio.