Come cresce e si sviluppa la bocca (e il viso) di un bambino.

Lo sviluppo cranio facciale dopo la nascita, cosi’ come tutto lo sviluppo corporeo di un
individuo, e’ uno spettacolo meraviglioso di giochi e armonie tra tutte le parti che lo
costituiscono…
Mentre alla nascita il neurocranio ha volumi proporzionalmente predominanti sul cranio
facciale e sull’intero organismo, col passare dei mesi e degli anni la faccia si sviluppa,
aumenta di dimensioni e “aggiusta” sempre di piu’ la sua forma fino a farci diventare quelli
che saremo poi da adulti.
La forma del viso nel suo insieme e’ cio’ che piu’ ci caratterizza, ci identifica e ci distingue
dagli altri umani. Ognuno di noi e’ proprio e solo “se stesso” agli occhi degli altri prima di
tutto grazie al viso che ha.
Ma perche’ ogni individuo ha un viso cosi’ tanto caratterizzante? cos’e’ che ne determina
forma, contorni e caratteristiche tanto uniche?
Noi non siamo soltanto figli dei nostri genitori, eredi di una mescolanza di patrimoni genetici
di mamma e papa’ e poi dietro di loro dei nonni e di tutti i nostri avi piu’ lontani.
Le nostre caratteristiche somatiche sono solo in parte determinate dal nostro patrimonio
genetico, molte “forme” e “dimensioni” sono dovute a influenze funzionali, ambientali, psichiche, probabilmente anche – pure se non ci e’ dato ancora di misurarle
“scientificamente”- energetiche e spirituali.
Cio’ che di certo e’ dimostrato e’ che il nostro modo di “usare” l’ambiente che ci circonda e
gli stimoli che da questo ci arrivano hanno un fortissimo impatto sul nostro sviluppo fisico e
psichico.
Per quanto riguarda la faccia lo sviluppo dei grandi sistemi recettoriali in essa contenuti, in
primo luogo gli occhi che “imprimono” l’ambiente che ci circonda, il naso, punto di partenza
dell’apparato respiratorio e la bocca porta d’ingresso del nostro apparato digerente, sono
direttamente connessi con la forma finale che il viso assumera’ da adulti.
Un individuo che per piu’ ragioni non riesce a respirare bene o a masticare bene subira’
senz’altro delle ripercussioni sulla forma finale del suo volto.
Un bambino che non vede bene tendera’ ad assumere un atteggiamento posturale del capo
tale da influenzarne le parti che compongono la faccia, in primo luogo la mandibola che se
stirata o compressa da una parte piu’ che dall’altra puo’ sviluppare delle asimmetrie di forma
o di posizione tali da alterare la forma del terzo inferiore del viso.
L’ambiente puo’ modulare lo sviluppo della nostra forma potenziale. Un bambino che non
respira bene tendera’ ad avere dei diametri del palato – tetto della bocca ma anche
pavimento del naso – molto ristretti. Bisogna valutare la tendenza di crescita di un individuo, attraverso un’ attenta analisi
fisiognomica, in modo da intercettare eventuali deragliamenti da una norma “ideale”
(secondo i parametri funzionali) per correggerli li’ dove possibile nelle maniere piu’ rispettose
della biotipologia individuale.
Intercettare preventivamente queste “tendenze” significa lavorare con dolcezza su una forma
del viso e dell’organismo senza traumi, assecondandone la fisiologia, cosi’ da evitare i
trattamenti tardivi puramente meccanici e quasi sempre non rispettosi della biotipologia
individuale.
Intercettare preventivamente significa ad esempio NON aspettare che il bambino abbia
cambiato tutti i denti. Studiare, intercettare, lavorare con dolcezza, si puo’, si dovrebbe a
partire dai 3 anni. Ancor piu’ che a quell’eta’ si prende confidenza e fiducia con la figura del
dentista, che puo’ essere amico del bambino, amico della sua crescita sana.

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