L’intervenire deve essere minimo, il più leggero possibile.

L’intervenire deve essere minimo, il più leggero possibile…
Sfiorare e ascoltare, avvicinarsi, chiedere permesso e ascoltare, chiedere il consenso prima
di fare…
La bocca, piccolo microcosmo dentro il microcosmo uomo, è in continuo divenire, cambia
con noi, si adatta alla nostra età, ai ns stati d’animo, al ns personalissimo modo di
attraversare la vita.
Chi sono io, curante, per permettermi di stravolgere in poche mosse equilibri conquistati nel
corso di anni, storie narrate da modi di essere, di divenire…?
Eppure troppo spesso, a fin di bene, ci sentiamo autorizzati a demolire, spostare,
modificare… giustificati da ideali di forma e di salute non sempre verificabili e buoni per tutti.
È’ la domanda che mi ritorna sempre dentro. Quando e come è giusto intervenire, fare, e in
che misura?
La risposta che mi do viene dall’osservazione della natura. C’è equilibrio in quello che sta
avvenendo? Come sta chi mi è davanti? C’è o ci potrebbe essere dolore, sofferenza,
mancanza di libertà di movimento cioè minore possibilità di esprimere la ns vitalità in questo
momento? Questo può giustificare il mio intervenire, a patto sempre di essere sempre il più
leggero possibile e di osservare gli effetti delle cose fatte.

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