Post di una notte di mezza estate.

Pioggia d’estate, odori di terra bagnata, buono. Respiro. La percezione delle cose passa attraverso il mio corpo fisico, come attraverso un’antenna. Non ho bisogno di rendermene sempre conto ma quando lo faccio sento tutte le parti del mio corpo in relazione tra loro, fluida, dinamica, in costante movimento e cambiamento.
Respiro. Il movimento del diaframma sposta tutto quello che sta sopra e sotto, dalla testa ai piedi, rimettendomi in linea se solo glielo consento. La testa si muove verso l’alto liberandosi dal vincolo delle spalle, la pelvi e sotto di lei le gambe e i piedi trovano un migliore radicamento sulla terra. La forza di gravità non mi risulta ostile: è il mio partner in questa danza perenne con il mondo fisico. Se so giocare con lei i miei movimenti risultano leggeri e la mia presenza sulla terra ha lo stesso peso di quella di un uccellino.
E i denti? Se chiudo gli occhi e concentro la mia attenzione posso sentire ogni minimo contatto tra loro, ogni piccolo sfioramento. Respiro, cambio leggermente la posizione della testa e deglutisco. I contatti cambiano di volta in volta a ogni cambio di posizione. Mi basta spostare di poco gli occhi per avvertire un cambio del tono dei muscoli del viso e di conseguenza della ripartizione del “peso” dei denti dentro la bocca.
Ogni giorno ripetiamo in maniera automatica schemi di movimento appresi chissà quanto tempo prima, influenzati dalle nostre esperienze fisiche ed emotive, dal ns carattere, dal ns personalissimo modo di stare al mondo. Queste abitudini posturali e comportamentali, spesso difficili da modificare, contribuiscono a definirci, a mostrare il nostro IO (, a definire il
funzionamento o malfunzionamento di tutto il nostro ESSERE). Non ci conosciamo perché non ci fermiamo mai a osservarci. Ognuno di noi si mostra secondo il suo modo di funzionare. Ci muoviamo, ci atteggiamo, facciamo le cose o esprimiamo col fisico le ns emozioni e il movimento e l’uso che facciamo del ns corpo contribuiscono a modellarci. La bocca all’interno del viso è forse la struttura più facilmente plasmabile dall’uso che ne facciamo. Come un bilanciere i denti si possono riassestare continuamente come risposta ai cambi di forze in gioco. Se siamo in equilibrio, fisico e emozionale, i denti rimangono in
equilibrio. Lentamente, nel corso della vita, si usureranno cambiando forma e
accompagnando tutti i nostri cambiamenti. Se perdiamo l’equilibrio, i denti possono spostarsi e in una certa misura lo fanno per “puntellarci”, affinché il peso della testa non gravi troppo sul collo.
Respiro. L’aria che entra ed esce mi aiuta a riprendere contatto con me stesso. Attraverso tutto il corpo riesco a sperimentare, consapevolmente, cosa vuol dire vivere. Ringrazio.

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